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Bimbo di 5 anni muore tra le braccia di Babbo Natale. Era il suo ultimo desiderio.

Basta veramente poco per portare la felicità nel cuore di qualcuno, ed è quello che ha fatto Gianpaolo Salberti un uomo di 60 anni originario di Cervinia in Val D’Aosta,  piuttosto conosciuto nella città proprio per la sua somiglianza con Babbo Natale, dato il suo peso di circa 130 chili e la sua barba bianca assolutamente naturale.

“Sono stato chiamato da un’infermiera che conosco in ospedale – racconta l’uomo -, che mi ha detto che un bambino molto malato di 5 anni voleva vedere Babbo Natale“.

Gianpaolo ha esaudito l’ultimo desiderio di Matteo un bambino di 5 anni malato terminale, affetto da una rara forma di leucemia. Si è presentato  in ospedale vestito da Babbo Natale, tra la commozione di medici e infermieri è entrato nella stanza di Matteo, dove il piccolo riposava, ma non appena ha aperto gli occhi e ha visto questa enorme barba bianca è impazzito dalla gioia. A quel punto Babbo Natale lo ha preso tra le sue braccia e dopo avergli consegnato dei regali gli ha raccontato una fiaba. Il piccolo Matteo è spirato dopo circa un ora, sereno, tra le braccia di chi aveva esaudito il suo ultimo desiderio.

Matteo, racconta l’uomo, ha chiesto a Babbo Natale dove sarebbe andato, visto che gli era stato detto che stava per morire. “Ho risposto che quando sarebbe arrivato in Paradiso doveva dire di essere l’elfo numero uno di Babbo Natale, e lo avrebbero fatto entrare”.
A questo punto, racconta l’uomo, il bambino lo ha abbracciato ed è morto. “Ho pianto per tutto il tragitto di ritorno – conclude -, sto malissimo, non riesco a pensare ad altro.

Ho passato quattro anni nell’esercito e ho visto un sacco di cose. Ma poi sono corso dagli infermieri piangendo. So che loro vedono cose del genere ogni giorno, ma non so come possano sopportarle»

Ho anche pensato di appendere il vestito da Babbo Natale al chiodo, ma poi ho cambiato idea quando e ho realizzato quanto è importante per i bambini, voglio girare tutti gli ospedali della mia città e portare un po’ di gioia nel cuore dei bambini che stanno male”

 

 

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