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L’Amla, Emblica officinalis, è una delle piante medicinali più importanti della medicina ayurvedica. E’ considerato il migliore tra i rasayana, prodotti in grado di dare benessere e allungare la vita. Si utilizza il frutto, sia fresco che secco, da solo o variamente miscelato con altre erbe e minerali. Equilibra tutti e tre i dosha.

Volendo fare una sintesi tra le sue numerose applicazioni tradizionali e i dati che derivano dagli studi scientifici, è possibile attribuire all’amla le seguenti azioni: emostatica, diuretica, rinfrescante, lassativa, digestiva, antiossidante, antiemetica, tonico-nutritiva, anabolizzante e antiaggregante.

I suoi effetti benefici coinvolgono numerosi organi e apparati. Viene vantaggiosamente utilizzata nel caso di problematiche respiratorie (tosse, catarro, asma, bronchite), digestive (dispepsie, bruciori, sanguinamenti, ulcere, iperacidità, inappetenza), gastrointestinali (emorroidi, stipsi, coliti), epatiche (ittero, epatite), oculari (catarratta), ematologiche (anemia), metaboliche (diabete), ginecologiche (infiammazioni, leucorrea), allergiche, cutanee, mentali (deficit mnemonici e attentivi, neurosi), ossee (osteoporosi) e geriatriche (ipotonia, aterosclerosi, scadimento delle facoltà intellettive).

L’amla è una delle fonti migliori e più complete di vitamina C che esistono in natura. Infatti un frutto di amla (7-10 g) contiene una quantità di vitamina C corrispondente a quella che si trova in nove arance! Il contenuto di vitamina C si conserva anche nel caso che il frutto venga seccato o cucinato, dato che i tannini presenti nel frutto hanno un’azione protettiva nei confronti di questa vitamina. Inoltre, la biodisponibilità della vitamina C dell’amla è nettamente superiore a quella della vitamina C sintetica (acido ascorbico puro), grazie alla presenza di altre sostanze sinergiche presenti nel frutto. In particolare, uno studio ha mostrato che 10 ml di sciroppo di amla, contenente 8,7 mg di vitamina C, corrispondeva all’effetto di 100 mg di vitamina sintetica.

Vediamo ora alcune delle proprietà in modo più dettagliato.

Attività antiossidante – E’ stata dimostrata scientificamente sia in vivo che in vitro. Dovuta ai tannoidi e l’emblicanina-A e B, alla vitamina C e all’acido ellagico. L’attività antiossidante dell’estratto è di lunga durata nel tempo (sembra più del solo acido ascorbico, della vitamina E e del picnogenolo) e questo è dovuto al fatto che la combinazione di tannini a basso peso molecolare contenuti nell’amla formano un sistema antiossidante a ‘cascata’: in una situazione di ossidazione, l’emblicanina A si trasforma in emblicanina B e, sotto ulteriore stress ossidativo, la forma B produce altri oligomeri che di per sè sono ancora antiossidanti.

Attività antinvecchiamento – Assunta insieme al burro di ghee e al miele è considerato un ottimo rimedio geriatrico: migliora la memoria, il tono generale, le difese immunitarie nei confronti delle infezioni e rallenta i processi degenerativi. Questa azione si colloca nell’ambito delle proprietà di rasayana di questa pianta. L’effetto rivitalizzante è indirizzato soprattutto al cuore, capelli e ghiandole.

Attività antidiabetica – L’amla inibisce l’aldosoreduttasi, un enzima coinvolto nello sviluppo delle complicazioni del diabete, come la cataratta. Inoltre ha un’azione di controllo sulla glicemia, in quanto stimola il pancreas a produrre più insulina. Per ottenere questi effetti, l’amla deve essere assunta quotidianamente e per lunghi periodi ed eventualmente associata alla radice di curcuma, Curcuma longa.

Attività antinfiammatoria – Questa attività è nota da tempo e molto sfruttata nelle medicine tradizionali asiatiche. L’azione antiartritica dell’amla è stata confermata dalla scienza moderna.

Attività antitussigena – Contro la tosse si è dimostrata più attiva delle molecole sintetiche usate negli sciroppi convenzionali. A livello dell’apparato respiratorio esecita un’azione antinfiammatoria, spasmolitica, antiossidante e mucolitica. Ottima nelle bronchiti croniche.

Attività immunomodulante – Aumenta l’attività delle cellule NK (Natural Killer) e la risposta cellulare citotossica. Ha mostrato, quindi, attività antitumorali in modelli sperimentali.

Attività cardioprotettiva – Un estratto alcolico è stato studiato nel caso di necrosi del miocardio (modello sperimentale), mostrando un significativo effetto protettivo.

Attività epatoprotettrice – Protegge efficacemente le cellule epatiche dalle sostanze tossiche.

Attività antiacida gastrica e antiulcera – Un decotto di polvere del frutto assunto durante i pasti principali si è dimostrato efficace nel ridurre i sintomi di bruciore gastrico nei pazienti con ipercloridria. Nei pazienti affetti da ulcera duodenale e da dispepsia, l’assunzione di amla ha portato un notevole miglioramento dei sintomi ed una significativa riduzione della secrezione di acidi e di pepsina. Una completa guarigione è stata dimostrata nei pazienti con ulcera duodenale.

Attività anti-iperidrotica – Un estratto acquoso di amla si è dimostrato efficace nel ridurre l’eccesso di sudorazione. In uno studio si sono ottenuti eccellenti risultati in 29 casi su 40.

Attività antidislipidemica – L’assunzione di 15g di frutto fresco al giorno si è dimostrato in grado di ridurre l’ipercolesterolemia del 21%. L’amla possiede anche una buona attività antiaterogena. Pare che questi effetti non debbano essere attribuiti alla sola vitamina C, ma alla sinergia di questa vitamina con le altre componenti del frutto.

Attività anticitotossica – L’amla è in grado di proteggere l’organismo dagli effetti tossico-mutageni di metalli pesanti come l’arsenico, il cadmio, il cesio, il nickel, l’alluminio e il piombo. L’acido ellagico ha mostrato anche una buona azione protettiva nei confronti della tossicità da radiazioni.

Attività anabolica – Gli studi scientifici mostrano che l’amla è in grado di aumentare il peso corporeo, la massa magra, la rigenerazione cellulare e la produzione di interferone e corticosteroidi. E’ molto valida nelle convalescenze.

Attività antimicrobica – Possiede attività antivirale, antibatterica e antifungina. Durante l’inverno, assunta con ashwagandha, Withania somnifera, ghee e miele è rinvigorente e previene le affezioni stagionali. Un estratto alcolico ha mostrato una significativa azione inibitrice sulla trascriptasi inversa del virus HIV

Attività cosmetica – Tradizionalmente viene usata per favorire la crescita e la pigmentazione dei capelli. Dalla bollitura in olio di cocco del frutto si ricava un olio scuro, efficace per prevenire l’ingrigimento dei capelli. Alcuni derivati dell’amla vengono utilizzati dalle aziende cosmetiche per ottenere dei prodotti schiarenti della pelle (macchie senili, cloasma, ecc.). In questo campo, l’amla si è dimostrata più attiva di altri schiarenti comunemente utilizzati (arbutina, acido kojico) e senza effetti collaterali. L’estratto standardizzato di amla è in grado di inibire l’attività delle collagenasi (enzimi responsabili dell’attacco al derma), la cui attività aumenta con l’esposizione solare. Inoltre i tannini dell’amla hanno un’azione chelante sul ferro, che si trova in quantità maggiori nelle pelli danneggiate dal sole.

Nel nostro Paese l’amla è commercializzata soprattutto sottoforma di polvere e compresse, oltre che in preparazioni copmplesse (le più famose sono la Triphala e il Cyavanaprasa). Il dosaggio può variare da 1g a 15g al giorno. E’ bene consultare un medico esperto in ayurveda prima di intraprendere delle cure.

Controindicazioni – Non si conoscono effetti tossici dovuti all’impiego medicinale dell’amla, che per altro, nei Paesi asiatici, è anche consumato come semplice frutto. Per le proprietà lassative, può causare diarrea nei soggetti sensibili, se assunta a dosaggi eccessivi. (fonte)

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