Questo ragazzo ha scritto una cosa per tutti noi.

SONO SOLTANTO UN ITALIANO CON LA LICENZA MEDIA:

Sono un ragazzo di 27 anni, per fortuna ho una bellissima famiglia e forse è questo che ancora mi da la forza di vivere e cercare di sopravvivere, cercar di fare avverare i miei sogni. Di solito il sogno di un genitore dovrebbe essere quello di crescere dei figli, dare loro il meglio di se (nutrirli, mandarli a scuola, riempirli d’affetto e d’amore, metterli sulla retta via insegnando la strada buona e cercare di far credere nei loro sogni). Ecco la parola che ha perso il suo senso: “i propri sogni“. Siamo padroni dei nostri sogni? I nostri genitori hanno creduto nel loro sogno, ma secondo voi l’hanno avverato il loro sogno? Se per avverare il nostro, mi riferisco a noi giovani, c’è bisogno di un miracolo in Italia! Ma non vi voglio divulgare molto nei miei pensieri altrimenti vi potrei condizionare negativamente nel credere nei propri sogni, perché non sarebbe giusto, ci appartengono e dobbiamo combattere per essere felici. Sono in possesso di una misera licenza media inferiore cioè appartengo a quella categoria di persone che occupa un grado meno elevato in una gerarchia, in una professione o in una scala di valori. Ok, fin qui ci siamo, siamo tutti d’accordo che il significato della parola -inferiore- significhi questo, ma, io no, non sono affatto d’accordo, sapete il perché? Ve lo spiego subito!! In italia, non so se da altre parti è la stessa cosa perché sono un inferiore, a mio parere funziona così: un ragazzino, figlio di due genitori benestanti, viene mandato a scuola, vestito per benino, pulito e profumato, con le sue scarpe lucide, il suo zaino costoso con tutto l’occorrente di prima qualità, tutti i libri dalla A alla Z, anche i professori lo guardano con invidia, lo trattano come se fosse un dio, solo per il semplice motivo che è il figlio Di. Allora si, che quel ragazzino può avverare i propri sogni, anche se va male a scuola, no problem, si può chiudere un occhio col figlio Di, anzi tutti e due. Ora provate a capovolgere il discorso del ragazzino benestante col ragazzino nato, senza colpa, in una famiglia povera, sarà la stessa cosa? Non può essere la stessa cosa, in italia è entrata a far parte, al posto dei valori umani e cristiani, un’unica questione morale e vitale, dove tutti pian piano andremo allo sfascio: il MATERIALISMO. Dipendiamo, per riflesso condizionato, per paura di non essere “normali”, dal desiderio di possedere un telefonino, un capo di abbigliamento griffato, una macchina di grossa cilindrata; dal bisogno indotto di poter mangiare e bere fuori più spesso, di avere orologio e profumo possibilmente di marca, e soldi in tasca (perché senza soldi non apparteniamo al novero dei “normali”).

Ma chi ha inventato questo tipo di normalità? E chi l’ha inventato, era “normale”?
Torniamo al discorso del ragazzini benestanti, viziati e benvoluti nella società. La maggior parte di essi diventano: dottori, dentisti, ingegneri, o svolgono altri incarichi di grande prestigio e responsabilità senza riuscire ad esserne all’altezza e, di conseguenza, neanche sono in grado di conoscere sé stessi, la propria anima e i propri valori.
In Italia ormai esiste soltanto questa mentalità: “fregare il prossimo”. La mafia frega lo Stato, il quale è comunque connivente e mira ad ingannare il popolo, e poi frega tutti e due. Ha vinto lo Stato! E noi assistiamo, zitti zitti, accucciandoci come dei cagnolini malmenati, mentre ci derubano dei nostri sogni.
La cosa più buffa di tutte è che i nostri politici, ormai da tanti anni, dicono sempre le stesse cose, e non so come molte persone non si rendano conto che ci stanno prendendo per il culo giorno dopo giorno. I discorsi politici io ormai li ascolto come se fossero delle canzoni, ma con una differenza sostanziale rispetto a quelle vere: mentre una canzone di Vasco si conosce a memoria e non vi scoccia mai di risentirla perché vi fa piacere e vi fa provare delle emozioni grandi o, magari, vi ricorda gli anni più belli della vostra vita, quelle politiche, invece, non si ascoltano neppure più, e di questo ora vi do la mia spiegazione: più del 50% della popolazione italiana, quando in TV guarda un telegiornale, si sofferma soltanto se si parla di cronaca nera o se vengono mostrati qualche culo di donna o anche di uomo o un bel décolleté; se invece sul TG in onda si sta trasmettendo un discorso a contenuto politico, non ci si sofferma neppure quanto basta per sentire di cosa si sta parlando, soprattutto se l’oratore di turno è particolarmente antipatico, e si cambia subito canale cercandone altri sui quali la programmazione è più leggera e spensierata. Questo è uno dei risultati più vergognosi prodotti dalla nostra società: il volersi sottrarre allo spettacolo delle sofferenze e cercare palliativi con ogni mezzo, con un atteggiamento vittimistico che io chiamo “questo passa il convento”. Io mi chiedo come ci si possa accontentare di questo stato di cose, quando potremmo tutti avere ciò che desideriamo. Sapete cosa significa accontentarci di palliativi? Che pian piano si diventa schiavi, schiavi del sistema che vige in Italia. Bisogna che si sappia che i produttori TV affidano la programmazione dei loro palinsesti a psicologi esperti in comunicazione di massa che, essendo al corrente del livello culturale che c’è oggi in Italia, sanno inserire nei programmi televisivi opportuni messaggi senza che l’utente se ne accorga: si tratta del famoso riflesso condizionato di cui parlavo prima. Noi viviamo di riflessi condizionati. Tutti noi, prima di fare una azione o dire una parola, pensiamo se sia giusto farlo, ma siamo influenzati dalla moltitudine di individui che ci circonda e non agiamo in conformità con quanto sentiamo realmente dentro di noi, temendo di ritrovarci nel tunnel dell’essere considerati “anormali”. Le notizie riferite dai politici sono scarsamente positive, mentre per la maggior parte dei casi si parla dei problemi relativi ai clandestini, al debito pubblico, all’evasione fiscale, ecc, ecc. Quindi, la domanda che sorge spontanea è: se i nostri attuali governanti non sono in grado di rappresentare lo Stato (che siamo noi) e non sono in grado di creare posti di lavoro, nonostante l’Italia sia una repubblica fondata sul lavoro, (mi scappa da ridere mentre piango), perché diavolo votate e sostenete queste persone non idonee a rappresentarci e a sostenerci? Ma vi rendete conto che lo Stato siamo noi stessi, e se vogliamo possiamo cambiare tutto dalla A alla Z?

ORA VI SVELO UNO DEI PRINCIPALI MOTIVI PER CUI L’ITALIA È SEMPRE IN CRISI: IL
SIGNORAGGIO.

Le banche hanno nelle mani il controllo del mondo, potere che non hanno né le democrazie, né le dittature né, tanto meno, i governi. Il normale cittadino, per quanto istruito e consapevole, sarebbe dunque succube di un sistema di cose che non dipendono certo dalla sua buona volontà, ma dai capricci dei reali possessori del denaro. Il denaro che utilizziamo non è dello Stato, ma è di Bankitalia.

Non “Banca d’Italia”! Questa sarebbe effettivamente di tutti noi cittadini; quella “k” è come un simbolo della nostra rovina. Le quote di partecipazione di Bankitalia sono, per il 95% circa, di proprietà di banche private e compagnie di assicurazione. Il prezzo che lo Stato paga alla tipografia per stampare il denaro è ciò che viene chiamato SIGNORAGGIO, che non è una recente invenzione ma risale ai tempi dei Babilonesi, e a distanza di millenni le cose non sono cambiate. Chi stampa le banconote viene pagato con un valore pari a quello della banconota stessa, cui si aggiunge il costo del lavoro effettuato nel realizzarla oltre a quello del materiale di cui è composta: ad esempio, 100 euro costano allo Stato italiano il valore nominale della banconota, ovvero 100 euro + 0,20 euro (carta) + 1 euro (lavoro) =101,20 euro. È chiaro che in questo modo il debito pubblico sale, senza poter essere mai portato al pareggio! Per sanare questa falla, basterebbe togliere alle banche private il compenso nominale sulle banconote; eppure nessuno interviene, neppure nei paesi dove esiste una legge per farlo.
Secondo David Icke (saggista ed esperto di “teorie del complotto”) il mondo è governato dalla setta degli “Illuminati”. Al vertice degli Illuminati ci sono tredici famiglie, delle quali una tra più potenti è quella dei Rothschild, che forse è proprio in cima alla piramide del sistema bancario.
Noi pensiamo che ogni singola banca, anche quella vicino a casa nostra, sia una realtà a se stante, mentre è invece collegata a tutte le altre in una piramide, al cui vertice ci sono pochissime persone che muovono i fili dell’economia e della finanza.
E in cima alla piramide, manovrano queste tredici famiglie. In particolare, per il sistema finanziario, quella dei Rothschild, che dall’alto riesce a governare l’economia globale fin nei minimi dettagli. Parliamo di famiglie che ogni giorno muovono trilioni di dollari sul mercato globale: se comprano, la borsa sale, se vendono scende. Appena decidono di ritirarsi dal mercato, essendo in grado di condizionarne l’andamento, provocano un crollo drastico. Gli investitori perdono denaro, il valore dei titoli precipita. A quel punto i responsabili rientrano in gioco e comprano azioni a prezzi irrisori, facendo risalire le borse. L’equilibrio è ripristinato ma loro, intanto, hanno conquistato una fetta di mercato ancora più grande rispetto a prima.

MA CHI STAMPA IL DENARO? IN FONDO, È SOLO CARTA!

La maggior parte del denaro attualmente in circolazione esiste solo in formato elettronico.
Se noi andiamo in un negozio volendo pagare con la carta di credito, quindi con denaro non liquido, e ci informano che questo tipo di pagamento non è accettato, possiamo ancora pagare in contanti usando banconote. Se sostituissero la carta moneta con un mezzo di pagamento elettronico globale, come vogliono fare, quando per un qualunque motivo la nostra carta di credito non dovesse funzionare, non avremmo più possibilità di comprare beni: ci resterebbe solo il baratto! Se osservate bene un lato della banconota da un dollaro, esso raffigura l’emblema di chi comanda nella finanza: la piramide con l’occhio che vede tutto e che è il simbolo storico degli “Illuminati”. Potremmo considerare
il denaro come un entità virtuale. Supponiamo di andare in una banca per chiedere un prestito di 50.000 euro. Quale sarà la procedura? Sul nostro conto, tramite un’operazione sul computer, ci verranno accreditati 50.000 euro, che costituiscono il cosiddetto fido. Da quel momento, quei soldi, creati e raccolti dal nulla, rimangono sul nostro conto e prima o poi dovremmo restituirli con gli interessi. Se noi non restituiamo la somma ricevuta, questo fido fantasma, la banca potrà pignorarci la casa, l’azienda, i terreni, l’auto, ecc, ecc; tutte ricchezze che sono reali al posto di soldi che non esistono .

MA I GOVERNI PAGANO GLI INTERESSI?

In tutti i paesi del mondo, quando un governo, come il nostro, non riesce a far quadrare i conti, chiede un prestito alle banche e in cambio paga degli interessi, perché ha aperto un fido, esattamente come un cittadino qualsiasi. La domanda che mi pongo è: se sei il Governo, perché non emetti da solo la tua valuta senza interessi, invece di rivolgerti al cartello delle banche private gestito dai Rothschild e pagare gli interessi? Il motivo è che le famiglie degli “Illuminati” controllano sia il Governo che le banche, quindi lo Stato attua politiche a vantaggio delle banche, non dei cittadini. Pensiamo al meccanismo della riserva frazionaria, che sembra un termine complicato ma è molto semplice: significa che per legge le banche possono prestare fino a 10 volte, ma di fatto anche di più, il capitale conservato in deposito. Quando depositiamo 1 euro in una banca, le riconosciamo il diritto di prestarne 10 o più che non esistono; a mano a mano che l’operazione si ripete, il sistema bancario crea quantità ingenti di denaro a partire da un solo prestito, per altro inesistente. In pratica il sistema finanziario, con calcolo e freddezza, si assicura che non ci siano mai, nemmeno per sbaglio, abbastanza unità di scambio in circolazione per ripagare prestiti e interessi così eclatanti. È un meccanismo programmato fin nei minimi particolari dalle banche, per schiavizzare la maggior parte degli esseri umani dalla nascita alla morte. Il vero problema è rappresentato dagli interessi, perché essi sono sia un modo di controllare il mercato, sia un mezzo per creare debiti che possono durare una vita. Questo ci porta a un punto cruciale del ragionamento, e cioè come le famiglie a capo della finanza determinano sviluppo e crisi a loro piacimento, stabilendo quando gli indicatori economici devono salire e quando scendere. Funziona così: 1°- Come fa il denaro a entrare in circolazione? Tramite il Governo, pensiamo noi! Invece no. Sono le banche a emettere soldi con i prestiti. I fidi sono la chiave. Ecco perché quando le banche hanno smesso di concedere credito, dopo la crisi del 2008, si è verificata la cosiddetta stretta creditizia (per stretta del credito si intende un calo significativo dell’offerta di credito dopo un periodo espansivo). Nessuno poteva più ottenere denaro oltre a quello già in circolazione. La strategia del sistema bancario prevede una prima fase in cui si immettono in circolazione grosse quantità di denaro tramite fidi e tassi d’interesse contenuti per attirare i clienti i quali, avendo così a disposizione una certa liquidità, sono invogliati a comprare; le aziende producono di più, sostenute dal credito, creando un vero boom. Il boom in fondo è un senso di fiducia che spinge la gente a indebitarsi per avere una casa più grande o un’auto più bella. In seguito, le banche passano ad una seconda fase: dopo aver gettato l’amo, iniziano a pescare, ritirando i soldi dalla circolazione, non concedendo più prestiti e richiedendo il pagamento di quelli già sottoscritti con un tasso d’interesse stratosferico, così coloro che avevano acceso un fido non spendono soldi per acquistare beni, bensì per pagare gli interessi in più, e si passa in tal modo da una situazione di espansione ad una di crisi. In pratica il cartello delle banche butta l’amo, incoraggiando la domanda di credito, pesca operatori economici che affidano a questo strumento la loro capacità operativa, e ad ogni nuova battuta sottrae al mondo risorse concrete per incamerarle nelle proprie casse.
Funziona così da secoli. Vogliono provocare una crisi globale disastrosa, sia per reiterare il meccanismo, sia per proporre come unica soluzione possibile una banca e una valuta mondiale. Ora, se uno come me, in possesso appena di una licenza media inferiore riesce, insieme a tanti altri italiani, a capire dov’è l’errore, perché non possiamo riprenderci i nostri sogni? Perché non siamo capaci di formare un movimento col quale presentare e mettere in pratica un progetto come il mio per ritornare in possesso dei nostri diritti? Se solo immaginaste quanti siamo, vi assicuro che la voglia di fare questo piccolo ma sostanziale passo vi verrebbe naturale dal profondo del cuore. Siamo milioni, e se tutti insieme provassimo a creare questo nuovo movimento, le cose cambierebbero per tutti in meno di cinque anni.

di Fabrizio Greco (scritta il 20 Novembre 2011)

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